Lo studio:300 pazienti sovrappeso, diabetici e/o con malattia coronarica .
Età media 52 anni; (indice di massa corporea medio 31 [peso in kg diviso il quadrato dell'altezza].
Due anni di follow up.
Una di queste tre diete:
- dieta a ridotto apporto di grassi e ipocalorica;
- dieta Mediterranea, ipocalorica;
- dieta a ridotto apporto di carboidrati, normocalorica.
Risultati: maggior perdita di peso e livelli più bassi di glucosio anche nella popolazione diabetica solo nella categoria di pazienti sottoposti a dieta mediterranea, e cioè ridotto apporto di grassi, basso numero di calorie, ricca in verdure e povera di carni rosse, con pollo e pesce invece che manzo e agnello.
1500 kcal al giorno per le donne e 1800 kcal per gli uomini, col limite del 35% di calorie totali dai cibi grassi; la fonte maggiore di grassi aggiunti era ovviamente olio d’oliva e 5-7 tra noci e mandorle ( <20 g) al giorno.
Che la nostra dieta fosse superiore a molte altre , lo sapevamo già. Ma avere anche l‘imprimatur del New England Journal of Medicine, una delle più prestigiose riviste mediche del mondo, aggiunge quell’aura di scientificità che rende tutto più credibile.
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La dieta mediterranea non è ridotto apporto di grassi (basta pensare all’abuso d’olio) e basso numero di calorie.
La versione usata nell’articolo (dieta mediterranea ipocalorica) è la dieta italiana.
Questa è la definizione completa di dieta mediterranea indicata dagli autori:
Mediterranean Diet
The moderate-fat, restricted-calorie, Mediterranean diet was rich in vegetables and low in red meat, with poultry and fish replacing beef and lamb. We restricted energy intake to 1500 kcal per day for women and 1800 kcal per day for men, with a goal of no more than 35% of calories from fat; the main sources of added fat were 30 to 45 g of olive oil and a handful of nuts (five to seven nuts, <20 g) per day. The diet is based on the recommendations of Willett and Skerrett ”
L’articolo completo è disponibile per consultazione in bibliografia.