
Il famoso Acero giapponese di W.Pall
Gemme di talento.
Non voglio nemmeno entrare nel discorso sulle ipotetiche crudeltà inflitte ad un albero per farlo crescere in un vaso di pochi centimetri. Sono solo ottuse argomentazioni messe in giro da chi del bonsai non ha proprio capito nulla. Qui parlerò solo di talento e di vere opere d’arte create da uomini in simbiosi con la natura.Il talento è una non comune, particolare abilità di fare qualcosa bene.

Juniperus phoenicea var.turbinata
Soprattutto nel campo artistico, permette di distinguere una buona esecuzione tecnicamente perfetta, da un capolavoro. Come tutte le cose innate non si può insegnare, ma al massimo sviluppare. L’arte di creare un bonsai usufruisce solo marginalmente della tecnica necessaria a creare un semplice albero in un vaso.
Il talento è l’ingrediente naturale che fa di un bonsai un vero capolavoro.

Ficus retusa, Ye Mingxuan
La mancanza di talento rende questi plant in a pot (la traduzione letterale di bonsai) tutt’al più mediocri, ma sicuramentre niente più che una pallida imitazione di tutto quello che il bonsai dovrebbe essere e significare.Tenere semplicemente un albero in un piccolo recipiente, curarlo, nutrirlo, potarlo e guidarne la crescita con fili metallici non costituisce di per se “talento”. Sono semplici abilità che chiunque con un pò di passione e di studio riesce ad imparare. Il vero talento è la capacità di trovare una pianta, un albero e trasformarlo in qualcosa di diverso che la semplice somma di foglie, rami, tronco e radici.
Quando osserviamo un bonsai creato con talento, riconosciamo molto più che una pianta in un vaso. Viviamo l’illusione di un albero antico che ha affrontato tutto ciò che la natura ha potuto contro di lui, e che ha la capacità di evocare ricordi, storie, fantasie e soprattutto emozioni. I libri e le scuole possono solo tentare di spiegarci come un’opera d’arte è stata creata ma non sanno spiegarci come creare della vera arte, semplicemente perchè l’arte non può essere insegnata.Un uomo può passare tutta la sua vita a studiare i principi dell’estetica, le tecniche, le regole, la teoria dell’arte del bonsai ed il lavoro dei maestri e tuttavia non sarà mai in grado di creare egli stesso un’opera d’arte se non ha egli stesso il talento.
Detto questo per chiarezza, anche senza talento, non c’è nessun motivo per non dedicarsi alla nobile arte del bonsai. In molte forme d’arte ci sono dei semplici appassionati che non diverranno mai dei veri artisti, ma il beneficio che ci dà il semplice fatto di praticare a qualsiasi livello quel tipo di arte , ci ripaga del mancato successo. Per il bonsai non c’è differenza. Tutti fanno esperienza, affinano le loro tecniche e le loro abilità. Molti finiscono per diventare insegnanti, guide ed ispirazione per altri futuri talenti.
Sostenendo l’arte del bonsai, frequentando una esposizione, o semplicemente comprando un bel bonsai, magari spacciandolo per nostro, non facciamo altro che sostenere il lavoro di grandi maestri e talenti in erba.
Non ci vuole talento per godere del piacere di osservare, ammirare un capolavoro. Basta possedere qualcosa che è già insito in noi, forse l’amore per la natura, l’emozione di creare qualcosa o semplicemente la sensazione stupenda dell’avere la propria mente completamente persa in un albero e chiunque abbia un bonsai sa cosa voglio esprimere con questa frase. Qualunque cosa sia, il talento non è necessario, basta un albero, un vaso ed un pò di tempo.
Ciascuno di noi può sperimentare gli stessi sentimenti, la stessa soddisfazione e la stessa unicità col bonsai, come i grandi maestri sanno fare. In questo non c’è nessuna differenza, siamo tutti uguali, tutti appassionati di bonsai ed alla fine è tutto ciò che serve.
Per approfondimenti:
Talent – The Holy Grail of Bonsai
by Will Heath
Se poi volete iscrivervi ad una vera scuola qui ci sono gli indirizzi delle quattro uniche scuole riconosciute in Italia dall’Unione Bonsaisti Italiani.
Galleria bonsai di Walter Pall
Walter Pall non ha bisogno di presentazioni e chiunque sia minimamente appassionato di bonsai conosce sia il suo nome che le sue creazioni. A me piace il fatto che abbia riscoperto come utilizzo nel bonsai alcune nostre essenze autoctone e non le solite essenze usate da sempre in Cina e Giappone.
Qui di seguito una piccola raccolta di alcuni dei suoi pezzi più famosi. Altre immagini sul suo sito.

Juniperus scopulorum, Rocky Mountain Juniper 60 cm high Pot by Derek Aspinall

Carpinus betulus, European hornbeam 70 cm high Pot by Derek Aspinall

Ulmus parvifolia, Chinese elm 65 cm high Pot by Derek Aspinall

Juniperus chinensis 'Pfitzeriana', Pfitzer's juniper 65 cm high Japanese pot

Pinus mugo, Mugo pine 50 cm high

Pinus mugo, Mugo pine 50 cm high Pot by Peter Krebs

Picea abies, Norway spruce 90 cm high Pot by Derek Aspinall

Picea abies, Norway spruce 45 cm high Pot by Derek Aspinall

Picea abies, Norway spruce 40 cm high Pot by Derek Aspinall

Acer palmatum, Japanese maple 85 cm high Pot by Derek Aspinall

Acer palmatum, Japanese maple 80 cm high Pot by Derek Aspinal
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Fagus sylvatica, European beech 50 cm high Chinese pot

Ulmus campestre 'Hillieri', Hillieri elm 60 cm high Chinese pot

Acer burgerianum, Trident maple 60 cm high Pot by Derek Aspinall

Carpinus betulus, European hornbeam 70 cm high Pot by Derek Aspinall

Larix decidua, European larch 50 cm high Pot by Peter Krebs

Tilia platiphyllum, Linden 50 cm high Japanese pot

Larix decidua, European larch 65 cm high Pot by Derek Aspinall

Malus halliana, Crab apple 65 cm high Pot by Derek Aspinall

Larix decidua

Pinus ponderosa

Quercus robur

Tilia cordata

Tilia platiphyllum

Quercus robur

Malus halliana



complimenti.piante fantastiche
Alcune di queste piccole piante sembrano racchiudere il movimento della danza.
Bravi, veramente bravi questi constant gardeners!
beautifull trees. congratulations
stupendi li vorrei tutti ,ma li posso solo sognare ciaa
Alberi veramente bello, molto ben lavorato e progettato da maestri giapponesi, congratulazioni.