Singles and the (ethernal)city

Sembra che in Italia e a Roma in particolare la ricerca dell’anima gemella attraverso la carta stampata sia in netto declino. Oltretutto sono per lo più etero quei pochi rimasti ad affidare il proprio cuore a pochi grammi di polpa di legno macerata filtrata ed essiccata. I gay, da sempre più concreti,  preferiscono ad esempio luoghi di ritrovo dedicati ed ambienti di lavoro. Il gay village in questi giorni impazza dopo le 21. Di giorno è d’obbligo -se si ha tempo- la spiaggia gay Mediterranea, all’VIII km tra Ostia e Torvajanica. Molto, troppo frequentata nel weekend.Aperitivo serale al Coming out, davanti al Colosseo. In ogni caso ancora si leggono di queste cose .


9 thoughts on “Singles and the (ethernal)city

  1. Non mi importa il mezzo,se funzionasse sarei anche disposto a definirmi massaggiatore o giardiniere specializzato in recuperi impossibili,tutto pur di trovare il mio rightman.

  2. chi è l’uomo giusto?!
    uno sconosciuto il cui sguardo si incrocia per un fugace attimo mentre si è per strada?
    il garzone del lattaio che bussa tutte le mattine alla ns porta?
    il collega etero con il quale si è creata una virile complicità da spogliatoio post-calcetto?
    oppure il ragazzo casualmente conosciuto in chat che con uno sguardo ha fatto sciogliere il ghiaccio del ns cuore ma che non possiamo amare perchè hiv+?

    lasciamo che siano i nostri sentimenti che decidano chi è l’uomo giusto per noi e viceversa, e quando accade lasciamoci trasportare dalle ns emozioni!

    scusate il delirio onirico, non è mia abitudine ma oggi sono particolarmente sensibile all’argomento… torno alla mia normale condizione di cinico asentimentale.

  3. fammi capire.ti piace qualcuno e non lo puoi amare perchè è sieropositivo? e che altre malattie non deve avere perchè tu possa amarlo? è proprio questo tipo di atteggiamento, che ti fa giudicare una persona per un virus e non per quello che realmente è, che continuerà a rendere questa malattia una vergogna da non divulgare piuttosto che una qualunque malattia da curare. ricordati che solo pochi anni fa si moriva di sifilide tra atroci sofferenze fisiche e morali. ora basta una iniezione di antibiotico.

  4. non ci sono giustificazioni eh!?

    non ci si può tirare indietro davanti a una cosa così grande, che ti travolge e sommerge come un’improvvisa onda di burrasca.

    bisogna lottare e fare le proprie scelte, lo dico sempre da quando rompo i cabbasisi in questo blog.
    ma stavolta non ho lottato, stavolta non ho scelto ho lasciato che lui scegliesse di non essere amato e di allontanarsi. forse perchè la sua scelta è risultata la più comoda per me mezz’uomo vigliacco…

    ma sono sicuro di quello che provo? non è un eccesso da sindrome di kandy kandy? sono sicuro che facendo l’amore mi lascerei andare sapendo di rischiare anche con le dovute precauzioni?

    sono interrogativi che si affastellano nella mia testa da ieri sera quando mi ha detto di essere sieropositivo. eppure quando me lo ha detto non sono scappato, non mi sono disperato perchè lo avevo baciato qualche sera prima, non ho detto nulla, gli ho semplicemente sorriso, l’ho stretto a me con tutta la forza che potevo e l’ho baciato.

    in questo momento non so neanche come mi chiamo… non so che fare… assecondare la sua volontà di essere lasciato solo o seguirlo nel suo percorso di vita che poi diventerebbe anche il mio e se poi gli facessi più male che bene?!

    una mia amica: non puoi seguirlo, devi lasciarlo andare per il tuo bene.
    un mio amico: se usi le dovute precauzioni puoi stare tranquillo.

    dove sta la verità?
    sono davnati al famoso bivio!?
    nella mia testa solo confusione e tristezza, tanta tristezza che anche il sole oggi sembrava brillasse meno…

    scusa dan per questo mio sfogo, ma l’unica cosa che non ho fatto è stata giudicarlo per una malattia che un bastardo gli ha regalato.

  5. Sinceramente, perchè non riesco a non esserlo, i consigli, la tua amica farebbe meglio a tenerseli per sè, se sono così superficiali.

    Il tuo amico se fosse stato attento, non si sarebbe preso nessun “regalo”. Ma il punto non è stare o non stare attento. Lo devi fare comunque e con chiunque e quindi non ti cambierebbe niente. Il vero punto è quanto tieni a quell’uomo? E dopo vedrai che la risposta te la darai da solo.Se poi tutto quello che riesci a vedere in lui è solo un virus, beh allora la tua amica ha ragione. Meglio se lo lasci andare. Ma meglio per lui.

  6. No… non vedo il virus… vedo una persona che mi ha regalato dei momenti di felicità e tenerezza inaspettati, emozioni semplici ma al tempo stesso forti, fatte di piccole cose come le girelle di liquirizia che adoro prese al cinema…. oppure una sera a passeggiare sul lago di Bracciano con la luna che stava a guardare mentre ci baciavamo….

    Non so se questi lampi di felicità resteranno confinati nella mia memoria, o invece se ne aggiungeranno altri. So solo che oggi gli ho chiesto di non chiudermi fuori dalla sua vita, di darsi e darmi tempo perchè si posi la polvere e capire dove vanno le nostre strade e così è stato.

  7. In questi casi c’è solo una cosa peggiore della paura irrazionale, figlia dell’ignoranza. Ed è la compassione. Frasi come, “io per te ci sarò sempre” oppure peggio..” come amico potrai chiedermi qualunque cosa ( ma non quella)” sono proprio quello che persone che vorrebbero semplicemente vivere normalmente la loro vita non vorrebbero mai sentirsi dire. Se davvero lo vuoi, vallo a cercare e smettila di raccontarci e raccontarti questa patetica favoletta della polvere e del tempo.

  8. Sono
    sicura che Stefano vuole tanto bene a quell’uomo, penso che suo amico abbia nascosto il fatto,e per questo Stefano si era perso nel espressione del emozione.

    è una situazione molto delicata

    spero tanto per Voi due che il bivio diventera una strada con poche curve!

    kisses

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