Just another false alarm: l’identikit del single nell’Italia del 2008


Makno & Consulting è una nota società demoscopica e fa parte di una organizzazione internazionale che si occupa di ricerche di mercato, sociali e d’opinione ad alto livello. Il suo portafoglio clienti comprende società del calibro di Fastweb, Capitalia, WWF e Poste Italiane tanto per citarne solo alcuni. Non dati da pubblicare sul settimanale di gossip, o sondaggi politici demagogici, ma notizie da passare alle aziende per ricavarci possibilmente un concreto profitto. Roba seria quindi perchè coi soldi non si scherza mai.

Ebbene attraverso 600 interviste telefoniche compiute da nord a sud, su individui di entrambi i sessi e di età compresa fra i 25 e i 64 anni ha tracciato l’identikit dei single  italiani che ammontano a circa 6.800.000.

Il 71 per cento considera la sua condizione provvisoria. Da questa ricerca risultano rari i casi di single per libera scelta, convinti e soddisfatti del loro stato. Circa tre single su quattro sono nubili/celibi, non hanno figli e vivono in maggioranza con i genitori (il 74 per cento), mentre il 7 per cento vive in un alloggio condiviso e il 19 per cento con i figli.

 

Last night I dreamt That somebody loved me No hope, no harm Just another false alarm. 

The Smiths, Strangeways, Here We Come (1987)

 

Nell’85 per cento dei casi, poi, la presenza di figli da una precedente unione non sembra rappresentare un ostacolo per la ricerca del partner. Interessante notare che il 20 per cento circa dei single senza figli dichiara di non volerne in futuro (specialmente nella fascia d’eta compresa tra i 45 e i 55 anni).

E i gay? Conosciamo tutti i miti a proposito dei gay: gli omosessuali sono mediamente più ricchi dei parigrado etero e occupano posizioni di maggior prestigio a parità di cultura, le lesbiche sognano un bambino e di solito possiedono  almeno un animale domestico, di solito un gatto. Ecco dietro questi stereotipi le verità.

Una ricerca focalizzata questa volta sul campione maggiore mai studiato di 25 mila gay e lesbiche statunitensi di community marketing inc. ha aggiunto dettagli significativi  a proposito della differenza di vita di gay e lesbiche rispetto ai corrispettivi etero. Per esempio gay e  lesbiche partecipano alla vita politica votando molto più che gli eterosessuali. I redditi delle lesbiche sono ancora inferiori a quelle gay, anche se in percentuale le lesbiche sono proprietarie della loro abitazione più frequentemente che i gay. E molti della comunità glbt scelgono la medicina come loro ambito professionale.

 

Queste le statistiche nel dettaglio.

 

Lesbians

Gay Men

Total Respondents

10,344

12,044

Margin of Error

1%

1%

Sample Demographics Include…

Median Age

45

45

In relationships and living together

64.5%

46.3%

Single

23.3%

42.6%

Have children under age 18 living in home

20%

5%

Annual Household Income

Approx. $80,000

Approx. $80,000

Work in the Medical / Health Industry

15.2%

8%

Own a single family home

59.0%

41.2%

Rent an apartment

18.4%

28.6%

Sample Key Findings Include…

Personal Internet Usage (per week)

10 hours

12 hours

TV Viewing (per week)

10 hours

10 hours

Dine out per week

3 times

4 times

Guardian of a cat

50.8%

28.4%

Guardian of a dog

58.5%

37.6%

Purchased a plasma or HDTV in the last year

17.3%

20.0%

Drive a hybrid car

3.2%

2.6%

Prefer vodka among spirits

47.5%

55.2%

Voted in 2006 mid-term elections

78.0%

83.8%

Used an American Express Card in the last month

24.0%

36.0%

“The Gay Consumer Index™ and Lesbian Consumer Index™ provide valuable guidance regarding the perceptions and opinions of ‘out’ lesbian and gay consumers; those who can be reached by marketers through gay and lesbian media channels. This unique, community-based methodology polls LGBT consumers who can be reached using print publications, direct mail and internet media,” said Tom Roth, President of Community Marketing. “It should be kept in mind, however, that the study’s findings profile those who read lesbian and gay publications and websites. These results should not necessarily be extrapolated to the entire gay and lesbian population, which we feel is impossible to do with surveys due to social, employment and political pressures,” added Roth.

Because of the unprecedented size of this study, Community Marketing will be covering important new ground by publishing statistically significant cross-tab data reports on these and other LGBT demographic segments: seniors, young adults, gay and lesbian families, ethnicity, and household income.”

(fonte: http://www.communitymarketinginc.com/mkt_int_gld.htm)

 

E come non tenerne conto d’altronde. Uno dei motivi per cui in Italia la comunità GLBT (gay, lesbian, bisexual, transgendered) non ha ottenuto gli stessi diritti e privilegi che in quasi tutti i corrispettivi paesi occidentali di pari livello, è che la comunità gay non si è ancora resa conto del potere economico che una lobby ben organizzata -che conta almeno cinque milioni di individui secondo le più recenti statistiche- detiene e potrebbe in teoria controllare semplicemente con delle scelte di marketing. Con buona pace del Vaticano.

One thought on “Just another false alarm: l’identikit del single nell’Italia del 2008

  1. E si la lobby gay,in pratica un pò è così nella moda,ma io per primo non assumerei un gay in quanto tale senza che il suo curriculum me lo consigli(..ho resistito a sottolineare le tre sillabe finali di curriculum,vedi?).
    Sebbene la pensi come te non sono certo che una contrapposizione di sessualità sia la soluzione,semplicemente dovremmo trovare il modo di aggirare queste persone(ho resistito anche questa volta a definerle persone),magari votare dall’esterno e non farsi coinvolgere in avventure di potere.
    Aùg!

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