Froci e la semantica del politicamente corretto.

Sabina Guzzanti
Sabina Guzzanti

Al di là degli insulti  ( da molti presenti ritenuti dovuti) alla ministra  Carfagna e al capo di stato in ghette rosse Prada e sottana bianca che vive appena al di là del Tevere, ciò che ha fatto davvero scalpore è l’uso della parola “froci” inteso come omosessuali, usata da Sabina Guzzanti durante la manifestazione promossa da Di Pietro: : «(Papa Ratzinger ndr.).. tra 20 anni sarà morto è andrà all’inferno dove sarà conteso da due diavoli frocissimi e attivissimi, non passivissimi».

E’un po come se la Clinton avesse dato  del nigger ad Obama. In piena campagna elettorale poi.

Da una come la Guzzanti, icona gay da sempre insieme a Moana Pozzi e Raffaella Carrà, proprio nessuno si sarebbe aspettato un’uscita del genere.

Tanto meno molti omosessuali che si sono trovati un pò spiazzati.

Frocio evidentemente, in tempi di fairplay politically correct, ormai lo può dire solo qualche sindaco leghista autorizzato, ma una “di sinistra” proprio  no, si è pensato.

Anche perchè l’etimologia di frocio è abbastanza concorde nello stabilirne l’origine nel comportamento “feroce” -oggi si direbbe promiscuo- dei lanzichenecchi luterani che non si curavano affatto di fare distinzioni di sesso nelle loro spedizioni stuprativo/punitive.  Sentirlo nella stessa frase a tre parole di distanza da Papa, fa sempre un certo effetto. Ma i lanzichenecchi a Roma ce li portò Carlo V  e ritrovarseli anche all’inferno, per citare la Guzzanti, è un contrappasso sin troppo feroce, anche per il chiacchieratissimo pontefice, di cui troppo si mormora.

Ma non tutti sono d’accordo nell’usare eufemismi pietosi per aggirare verità spesso scomode. Non vedente, audioleso, diversamente abile, omosessuale, afroamericano. La lista è lunga.

Secondo alcuni desemantizzare dovrebbe essere la parola d’ordine, dal momento che trovare modi più “urbani” per definire delle persone non implica affatto, d’emblée*  nella testa di chi li usa, annullare il preconcetto delle barriere di disprezzo e discriminazione.In Germania, ad esempio, gli omosessuali hanno cominciato ad autodefinirsi Schwul, frocio, finché non è diventata una offesa  perseguibile per legge.

 

Non vorrei mai sentirmi chiamare “diversamente sessuale” da uno che mi sta sputando faccia, – mi dice un amico, attivista GLBT –preferisco un bel “frocio” per poter meglio contestualizzare la cosa.

 

 

A chi ancora si sconvolge per argomentazioni che riguardano la privata determinazione sessuale, consiglio un piccolo esercizio di stile: Provate a leggere  Kavafis e fate finta di non sapere che sia uno scrittore  gay.

Non perderete  molto della sua poesia.

 

 

Days of 1903

I never found them again — the things so quickly lost….

the poetic eyes, the pale

face…. in the dusk of the street….

I never found them again — the things acquired quite by chance,

that I gave up so lightly;

and that later in agony I wanted.

The poetic eyes, the pale face,

those lips, I never found again.

 

 Μέρες του 1903

Δεν τα ηύρα πια ξανά — τα τόσο γρήγορα χαμένα….

τα ποιητικά τα μάτια, το χλωμό

το πρόσωπο…. στο νύχτωμα του δρόμου….

Δεν τα ηύρα πια — τ’ αποκτηθέντα κατά τύχην όλως,

που έτσι εύκολα παραίτησα·

και που κατόπι με αγωνίαν ήθελα.

Τα ποιητικά τα μάτια, το χλωμό το πρόσωπο,

τα χείλη εκείνα δεν τα ηύρα πια.

Κωνσταντίνος Π. Καβάφης (1917)

 

*espressione francese che significa al primo colpo; immediatamente»

(GRADIT) Per l’etimologia, Trésor de la langue française informatisé:)

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