Eugenio de Andrade

Eugenio de Andrade
Eugenio de Andrade

Green God

Trazia consigo a graça

Das fontes quando anoteice.

Era o corpo como un rio

Em sereno desafìo

Como as margens quando desce.

Andava como quem passa

Sem ter tempo de parar.

Ervas nasciam dos passos,

Cresciam troncos dos braços

Quando os erguia no ar.

Sorria como quem dança

Sandstone Falls, Zion Park

E desfolhava ao dançar

O corpo, que lhe tremia

Num ritmo que ele sabia

Que os deuses devem usar.

E seguia o seu caminho,

Porque era um deus que passava.

Alheio a tudo o que via,

Enleado na melodia

Duma flauta que tocava.

Bristlecone Pine, la specie più antica sulla terra
Bristlecone Pine, (P.longaeva) la specie più antica sulla terra

Green God

Portava con sé la grazia

Delle fonti quando annotta.

Era il corpo pari a un fiume

In serena sfida

Con i margini quando sfocia

Andava come chi passa

Senza aver tempo di fermarsi.

Lupini nella Riserva Tom McCall,Columbia River ,OR

Erbe nascevano al suo passare,

Crescevano tronchi dalle braccia

Quando le innalzava al cielo.

Sorrideva come chi danza.

E

nella danza svelava

il corpo, vibrante

The upper Virgin river canyon, Zion

In un ritmo che – lui lo sapeva-

Forse usavano gli dei

E seguiva il suo cammino,

perché era un dio che passava.

Estraneo a tutto ciò che vedeva,

avvolto nella melodia

d’un flauto che suonava.

Eugénio de Andrade è nato nel 1923 a Póvoa da Atalaia, piccolo borgo della Beira Baixa, all’interno del Portogallo, ed è scomparso a ottantadue anni, nella sua bianca casa di Oporto. E’ cresciuto in un mondo dove di abbondante, c’era soltanto il vento, la luce, gli alberi, l’azzurro del cielo,le cose concrete ed essenziali. È un mondo spiccatamente mediterraneo che entra con prepotenza nell’architettura dei suoi versi, versi spogli e severi come il paesaggio della sua terra, ma illuminati da intuizioni folgoranti che sembrano sgorgare direttamente dall’inconscio.

La sua bibliografia comprende più di venti libri di poesia, due di prosa, un libro per l’infanzia, diverse opere di traduzione. È uno dei poeti portoghesi contemporanei di maggiore notorietà e ciò si deve anche all’immediatezza del suo mezzo espressivo.

Ha riunito i suoi testi poetici in: Le mani e i frutti (As mâos e os frutos, 1948), Ostinato rigore (Ostinado rigor, 1965), Dominio oscuro (Obscuro domínio, 1971), Vigilia dell’acqua (Véspera da agua, 1973), Bianco nel bianco (Branco no branco, 1984).

È stato tradotto in otto lingue diverse ed è considerato uno dei più grandi poeti moderni.Tra le altre cose, era omosessuale.

Fundação Eugénio de Andrade

4 thoughts on “Eugenio de Andrade

  1. Con piacere approderò in libreria.
    Mi piace la Tua l’ultima frase.Si, gli omosessuali hanno un vulnerabilità e doti artistiche uniche.
    …. ma vogliamo parlare delle immagini allegate alla poesia, sono un incanto!

  2. Pensavo che nel mondo magico e stupefacente della poesia non esistesse alcun tipo di pregiudizio né preconcetto, ma mi sono sbagliato. Era solo un’altra illusione in mezzo a mille altre. Quando scoprono che sono gay, alcuni che dicevano di amare le mie frasi e poesie smettono subito di leggermi e si ritirano nel silenzio. Se io fossi un libro non avrei né titolo né prefazione né, tantomeno, nome dell’autore. Così magari chissà certi lettori e compagni di penna la smetterebbero di giudicarmi senza conoscermi del tutto o di criticare negativamente le mie opere senza averle mai lette, oppure per averle lette male o solo a metà, sia per mero pregiudizio o roba simile.

    ~Jean-Paul Malfatti – aspirante poeta e libero pensatore

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