Miti e leggende del bonsai.Piccola guida per neòfiti

Walter Pall: Juniperus scopulorum

Trent’anni fa, non solo in Italia ma nella maggior parte del mondo civilizzato, gli appassionati di bonsai si contavano tra loro e le loro riunioni si sarebbero potute tenere in una cabina telefonica, tanto pochi erano. Va da se che le informazioni che giravano assumevano più il carattere di misterioso passaparola e di leggenda che non di istruzioni dettagliate ed oggettive. La maggioranza dei libri scritti allora, spesso si contraddicevano a vicenda e probabilmente con le conoscenze attuali, gli stessi autori oggi non scriverebbero più le stesse cose. Ci sono ovviamente delle eccellenti eccezioni, ma è solo dopo l’avvento del World Wide Web che le informazioni hanno potuto realmente essere confrontate e molti dei miti e dell’ “aura” che hanno sempre circondato il mondo del bonsai sono caduti.

Che vogliate affidarvi ad un maestro nel vostro percorso o ad un istruttore, (e la differenza è sostanziale), o preferiate percorrere il vostro cammino da soli, studiando tutto quello che c’è da studiare e rubando le tecniche con gli occhi, sappiate che alcuni di questi miti però sono rimasti e costituiscono il decalogo essenziale per chi voglia accostarsi a questa fantastica disciplina e forma d’arte.

  1. La fretta non appartiene al mondo del bonsai. Come Roma  non fu costruita in un giorno, così è impensabile creare un bonsai in poco tempo. Nè settimane e nemmeno mesi. Ma anni. Se la fretta e la pazienza vi difettano, non avete bisogno di leggere altro e soprattutto non avete i requisiti fondamentali per questa filosofia.
  2. Comprare o creare un bonsai. Qui gli esperti si dividono. Una metà crede che un bonsai non si dovrebbe possedere,  bisognerebbe invece curarlo e curarsene, magari creandolo, giorno per giorno. Cominciare con un bonsai comprato spesso porta al fallimento ed al disincanto, dicono. D’altra parte è molto più semplice prendersi cura di un bonsai che creare qualcosa che sia davvero definibile bonsai e non una semplice pianta in un vaso. Nel momento in cui un entusiasta principiante raggiunga la necessaria abilità per prendersi cura e mantenere in buona salute un esemplare creato da qualcun altro, secondo l’altra scuola di pensiero, dovrebbe aver raggiunto la maturità necessaria per cominciare a pensare di creare egli stesso un bonsai artisticamente e botanicamente ispirato.
  3. Molti vivai mettono in circolazione delle piantine assemblate in poco tempo, che non sono bonsai, ma che li ricordano in parte. Con un po di cura, anche loro possono diventare bonsai, ma nel momento in cui vengono gettate sui banconi di centri commerciali e negozi della grande distribuzione, senza le conoscenze di base, poche persone sono in grado di farle sopravvivere.
  4. Un vero bonsai per potersi definire tale, ha bisogno di almeno cinque anni di storia ed il suo costo ammonta ad almeno diverse centinaia di euro. Ovviamente i bonsai da centro commerciale,gli Ikea-sai come li chiamo io, si possono comprare a pochi euro, ma non sono bonsai. E’ la cura e l’educazione impartita alla pianta che li potrebbe rendere nel tempo dei veri bonsai, ma al momento sono solo operazioni commerciali.
  5. Avrete bisogno di tempo per apprendere le tecniche di base ed una vita per perfezionare l’applicazione dei vari stili. Da dove cominciare allora? Leggete tutto quello che potete. Prima, di comprarne uno.
  6. Produrre del buon materiale per bonsai (poten-sai) è un’operazione che richiede almeno quindici anni. Nel frattempo i vivai non guadagnerebbero nulla se non immettendo sul mercato una gran quantità di scarti di lavorazione e di materiale di veloce produzione e ancor più facile distruzione. Alcuni potrebbero divenire dei buoni materiali di base ma servono alcuni requisiti a cui dovete stare attenti. Non comprateli se non sono accompagnati da un nome botanico e dalle elementari istruzioni per farle non solo sopravvivere, ma migliorare e maturare. Comprate esemplari che si adattino  e siano compatibili col vostro clima e zona geografica.
  7. Imparate ad osservare il vostro albero, dedicandogli almeno cinque minuti del vostro tempo ogni giorno. Le vostre conoscenze inevitabilmente si amplieranno e saprete sempre meglio come prendervene cura e pensare di cominciare ad applicare tecniche sempre più avanzate.
  8. Non abbiate fretta e non mettete il carro avanti ai buoi, e soprattutto non dimenticate che vi state occupando di un essere vivente e che le regole elementari della orticultura e della botanica dovreste averle imparate prima di cominciare a prendervene cura, mai dopo. Non pensiate nemmeno per un momento di trasformare la vostra zucca in una carrozza regale nel giro di una notte. Il concetto su cui dovete focalizzarvi è mantenere quel povero essere vivo. Come ci riuscite? Leggete, frequentate una scuola di bonsai, spulciate su internet. Quando per un anno almeno ci sarete riusciti, forse allora è il momento di cominciare ad applicare tecniche con nomi magici quali legatura e potatura.
  9. Scegliete una specie in base alle due principali caratteristiche: alberi da interno o da esterno. Di solito per alberi da interno si intendono specie tropicali non “rustiche” ovvero non capaci di superare temperature inferiori ad un certo valore, mentre per piante da esterno si intende conifere, sempreverdi ed alberi decidui, ovvero che perdono le foglie in inverno.
  10. Date al vostro albero le cure ed i requisiti essenziali perchè possa non solo sopravvivere ma anche prosperare: un buon terreno, una sana irrigazione e concimazione e la giusta quantità di esposizione e di luce. Una volta di più, non andate a caso, o peggio aspettate di vederlo deperire prima di fare la cosa giusta. Studiate sempre prima di portarvi a casa quell’alberello. Ci vogliono almeno due anni prima che abbiate imparato le regole di base. Se non avrete già buttato la spugna e  resistito alla tentazione di creare un bonsai dall’oggi al domani, per quel tempo sarete già stati ricompensati con una delle più grandi soddisfazioni che la natura possa darvi. Avrete creato un’opera d’arte vivente. (fine prima parte)

E comunque esiste anche un decalogo scherzoso del bonsaista:

1 Io sono il maestro tuo e non avrai un altro maestro  all’infuori di me.

2  Non nominare il nome di Masahiro Kimura invano

3  Ricordati di annaffiare anche le feste

4  Onora la talea ma soprattutto la margotta

5  Non combinare terricci impuri

6  Non rubare Bonsai già preparati da altri

7  Ricordati di invasare una volta l’anno

8  Non desiderare l’Akadama di altri

9   Non dire falsa testimonianza sull’età del tuo bonsai

10 Non ammazzare le essenze come tua abitudine

Progression series ovvero trasformazione da materiale grezzo a bonsai, di un Pinus mugo e di un Pino silvestre. E dopo questi due esempi nessuno potrà mai più parlare di crudeltà del bonsai.

PINO MUGO

PINO SILVESTRE

Materiale di partenza. Pino silvestre
Materiale di partenza. Pino silvestre 1990
Infoltimento 1993
Infoltimento 1993
1993
1993
Stile a cascata 2005
estate 2006
estate 2006
2008 mochikomi
2008 mochikomi
2008
2008
2008 particolare apice
2008 particolare apice
2008
2008

Tutta la storia di questo pino su Trinacria bonsai forum


I libri di cui proprio non potete fare a meno se siete o diventerete appassionati di bonsai

Bonsai It’s Art, Science, History and Philosophy

by Deborah Koreshoff

ISBN 0908175752

Bonsai techniques Vol I

by John Yoshio Naka

ISBN 0930422317

Bonsai techniques Vol II

by John Yoshio Naka

ISBN 093042233

Bonsai in your Home

by Paul Lesniewicz

ISBN 0806907819

23 thoughts on “Miti e leggende del bonsai.Piccola guida per neòfiti

  1. dopo aver letto le 10 “piccole regole” ho capito che bisogna nascere artista di bonsai, è come un pittore crea le sue opere! Chi possiede questo dono fa parte dei grandi di questo pianeta.

    p.s.
    Un mio collega ha comperato un bonsai (costoso) come regalo per la moglie in occasione della nascità di loro figlia, è stato criticatissimo dalle donnine! Dovevate vedere la loro espressione sui volti scioccati! Hanno detto: ….ma come! è un regalo cosi insignificante?!!!!!!! è offensivo per una donna!!!!!!
    mah…….che dire, NO COMMENT

  2. non sono preoccupato per quelle donne,(l’ignoranza è una malattia curabile) ma quel per povero bonsai. spero che almeno sappiano come prendersene cura. Se vedi che deperisce Maya, prima che sia troppo tardi, mandamelo! e se non sanno come trattarlo ti do un link di un forum dove sono tutti molto bravi e dove ci sono le schede di coltivazione per ogni specie di bonsai : http://www.easybonsai.it

  3. Anche se dopo aver frequentato questo blog mi verrebbe voglia di adornare la mia nuova casa con un bonsai, mi asterrò dal comprarlo visto che riesco a uccidere anche le piante grasse!
    Come dice Maya sono doti innate!!!

  4. sciocchezze. come diceva mio nonno, nessuno nasce imparato. ma un minimo di sensibilità certo aiuta. Tra internet e tutte le pubblicazioni che ci sono, non avete scuse. Imparare le basi del giardinaggio è facile come imparare a camminare. Per correre ci vuole un buon allenamento.

  5. sono proprio la pazienza e la passione che mi mancano…

    ma come diceva anche la mia bis-nonna mattia ninja turtle (in quanto coriacea nonchè avente le fattezze di una tartaruga) : nessuno nasce imparato!

    quindi mi rimboccherò le maniche e farò diventare il mio piccolo rifugio una grande serra! (speriamo non mi vengano i reumatismi)

    un abbraccio.

  6. Oggi ho dato prova della mia buona volontà!
    Entrato al super in pausa pranzo per comprare due cazzate, ho visto li messo in un angolo tutto solo un bel ficus, ebbene non ho resistito e l’ho comprato!

    Naturalmente sto parlando di un vegetale che ho preso insieme a due sacchi di terra e un vaso. Ho portato il tutto in ufficio e dopo aver coinvolto le mie colleghe nel travaso, entusiaste e complimentose per il bell’acquisto, ho piazzato il mio bel ficus vicino alla mia scrivania e guai a chi me lo tocca!

    Sono proprio soddisfatto, mi sono ritrovato giardiniere e mi è piaciuto, ho già in mente cosa farò diventare il mio balcone…

    Morale della favola: in un momento difficile anche le piccole cose possono rendere di buon umore!

  7. Devo già tirarti le orecchie. Questo non è il momento di rinvasare un ficus se non per condizioni di emergenza. Ma ormai è fatta. Mettilo in posizione estremamente luminosa, se possibile ad un metro da una finestra ma niente sole diretto e lontano da termosifoni e correnti d’aria. I ficus risentono gli sbalzi di temperatura, questi tipi di pianta sono molto robuste, ma non invulnerabili, quindi ecco alcuni consigli:
    1-Controllare le radici ( tanto per vedere come sta sotto e aver garanzia di salute )
    2-la temperatura ideale è tra 15 e 25°C, ma non deve stare vicino a fonti di calore
    3-Problema che ricorre spesso in quei ficus commerciali è determinato dal terriccio avendo una composizione spesso inadatta ( nel vivaio li vedi sempre belli e vigorosi, ma non vedi cosa gli danno al mattino o alla sera ). Quello che di solito si fa al rinvaso (in primavera, non ora!) è far circolare più aria tra le radici; sul fondo del vaso metti uno strato di pozzolana o equivalente, adagi la pianta nel vaso, con un rastrellino o bastoncino elimini dal perimetro del pane 10-15 CM di terriccio, poi riempi tutto il perimetro con pozzolana o equivalente. Dopo un mese e mai prima o lo ammazzi, dagli del concime organico ( una sola volta ), mettilo ad una distanza dalla finestra non inferiore ad 1 metro.
    4-Attento alle innaffiature: bagnalo con moderazione e senza ristagni d’acqua sul fondo del sottovaso o lo uccidi di nuovo. Se l’ambiente è molto secco nel sottovaso metti dell’argilla espansa e un po d’acqua che evaporando crea un microambiente umido. Ovviamente il vaso deve poggiare su quei sassetti di argilla senza entrare in contatto diretto con l’acqua, facendo così marcire le radici.

    Dimenticavo……BENVENUTO nel club dei giardinieri pazzi

  8. Salve GP( Giardinieri Pazzi)

    Oggi ho visto la foto del bonsai del mio collega, veramente mi sarebbe piaciuto avere un pezzo cosi importante tra le mie piante(cactus e ficus), solo che mi sorge un dubbio la mia casa è molto,molto luminosa e calda,secondo Voi mi devo risparmiare l’idea o c’è qualche speranza.
    Le piante sono come animali, prima di portarli a casa bisogna averne la coscienza.

  9. Bene! Visti i presupposti quando tornerò in ufficio domani troverò il mio ficus bello che morto, visto che l’ho trapiantato nel periodo sbagliato e l’ho piazzato a 30 cm dalla finestra, e dulcis in fundo l’ho annegato con l’innaffiatoio.
    Vabbè ma da qualche parte dovevo cominciare no? Se ci saranno dei caduti sarà per una giusta causa!
    Prox volta prima chiedo a Dan e poi vado al vivaio che è meglio…
    Buona domenica a tutti.

    Ps.: Maya per la cioccolata non ho un posto particolare, sono nuovo a Roma e devo ancora trovare i miei posti preferiti.
    Comunque aspetto di trasferirmi a casa nuova così le temperature saranno anche adatte alla cioccolata calda, perchè adesso andrebbe bene anche un gelato!🙂 Kisses

  10. Il bonSai (ficus)scusa per ignoranza in materia))del mio collega ha perso la metà delle foglie in una notte,siamo molto preoccupati!

  11. nonostante i presupposti non fossero lusinghieri, il ficus dell’ufficio continua a crescere rigoglioso, saranno le onde elettromagnetiche dei pc o che sto bene di mio e gli trasmetto influssi positivi… misteri della natura🙂

  12. Ciao Stefano,mi stavo preoccupando,menomale che hai scritto due parole,anche io ho comperato due ficus piccoli(al supermercato) sono bellissimi!

    un abbraccio

  13. Il bonsai (ha quindici anni) continua a perdere le foglie, spero che, la causa è solo l’autunno! sono state prese massime accortezze nella sua cura!

  14. Quel ficus è sempreverde e non è normale che perda le foglie. Un minimo di perdita in seguito ad acclimatazione in nuovo ambiente potrebbe starci. Ma se è eccessivo vi consiglio di rivolgervi ad un esperto o ancora meglio a chi ve lo ha venduto.

  15. Grazie Maya sei sempre carina con me…
    ultimamente non sono on line perchè sto mettendo su casa nuova e un nuovo amore, quindi non riesco a dare il mio piccolo cotributo al blog (non so fino a che punto il blog ne sia dispiaciuto)😉

    Grazie anche a te Dan per gli auguri! Un abbraccio.

  16. ragazzi e il ficus sopravvive alla sottoscritta…andate tranquilli..vero Dan?
    con quello che combino ultimamente…..
    ciao…auguri per la nuova casa e nuovo amore anche da part mia…koi

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s