Tu voi fa l’americano

Sarah Palin & John McCain si esercitano con la Casa Bianca

Quando ero molto giovane era piuttosto invalsa l’abitudine di invidiare e scimmiottare qualunque moda venisse da oltreoceano. Io stesso ho imparato prima a giocare a baseball che a pallone.

Ma oggigiorno mi riesce sempre più difficile riferirmi ad un modello americano ed ispirarmici. Eppure volenti o nolenti, quanto succede da quelle parti prima o poi finisce inevitabilmente con il riguardare la nostra vita.

Che siano fenomeni terroristici, catastrofi climatiche, catalessi economiche, elezioni presidenziali o chissà che altro, siamo destinati a subirne le conseguenze.

Le immediate ricadute di una virata presidenziale a “sinistra “, per come la vediamo da questa parte dell’Atlantico, ci porterebbero di sponda un pò di ventata liberale.

E’ che proprio non  riesco, ad infiammarmi per Mc Cain e tanto meno per Sarah Palin, la vicepresidente in caso di vittoria repubblicana nonchè governatrice del corrottissimo stato dell’Alaska, nemmeno dopo aver seguito il suo discorso.
La trovo un ottimo motivo per votare Obama, seppur controvoglia.
E non posso fare a meno di pensare che se esportassimo la Daniela Santanchè alla Casa Bianca, farebbe faville, altro che la piccola cacciatrice dell’Alaska. E ho detto tutto.

Poi uno guarda la platea, i cappelli da cow boy, i visi beoti e soddisfatti, e capisce come possa infiammarsi per una così. Porterà avanti i suoi valori, dice, e uno pensa, ad esempio, al “valore” (?) sventolato della verginità prematrimoniale, e si chiede, ammesso che sia un valore, come si possa accettare che a parlarne sia una donna che si é sposata incinta e che ha come testimonial della trasmissione di tal valore, una figlia di diciassette anni, incinta a sua volta, esortata con molta convizione e di gran carriera ad un prossimo matrimonio riparatore.
Nemmeno Casini avrebbe tanta faccia di bronzo, persino quando pontifica di difesa della famiglia tradizionale, dopo aver abbandonato moglie e figli per la nuova compagna.

A chi gli chiede solidarietà e diritti per le coppie di fatto, lui risponde che c’è già il matrimonio a proteggere la famiglia e nel caso qualcuno se lo scordasse, il suo secondo matrimonio è lì a ricordarcelo per la seconda volta. Che uomo.

Testimonial

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Testimonial è un termine inglese ripreso in italiano e in numerose altre lingue nell’ambito della comunicazione e della pubblicità.

Con esso si definisce un procedimento che associa l’immagine e la testimonianza di una persona considerata rappresentativa (un esperto, una celebrità, un opinionista, un consumatore-tipo) ad una causa o ad un prodotto per rafforzarne la credibilità. In italiano, un termine corrispondente potrebbe essere «testimonianza rappresentativa», «referenzialità» o «patrocinio».

In inglese si suole distinguere tra testimonial e endorsement (“validazione”, “avvaloramento”): “testimonial” si usa di solito in riferimento a messaggi attribuiti a gente comune, mentre “endorsement” viene di solito usato per i messaggi legati a celebrità. Come spesso avviene nel caso dei prestiti, questa distinzione non è stata recepita e oggigiorno in italiano testimonial viene impiegato di norma per alludere all’utilizzo di personaggi famosi nella pubblicità. E addirittura, il termine è passato dall’astratto (la tecnica pubblicitaria in questione) al concreto, per cui si suole dire che il tale attore o cantante famoso è il “testimonial” di questa o quella ditta.

Quando una donna è il testimonial associato alla valorizzazione di un’attività o un’iniziativa, si usano anche i termini “ambasciatrice” (soprattutto di enti benefici), o “madrina” (di un’iniziativa).

In italiano esiste l’aggettivo testimoniale, che significa: “relativo ai testimoni” e viene usato correntemente in ambito giuridico (per esempio nell’espressione “prove testimoniali”, cioè “prove costituite da testimonianze”. I due termini hanno la stessa origine.

One thought on “Tu voi fa l’americano

  1. Beh ma di cattivi esempi di incoerenza meglio definibile come ipocrisia c’è sì Casini, ma il mercato offre molto di più e molto di peggio.

    ciao a te
    luigi nonallineato

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