Le dieci regole d’oro del bonsaista alle prime armi

Nel momento stesso in cui mi accingo a scrivere queste note, so già che la miglior scuola per un bonsaista è la serie interminabile di errori, che , per inesperienza, fretta e deleterio entusiasmo, finiranno per formare il suo carattere e quasi stermineranno il suo fervore e la maggior parte dei suoi (pre)bonsai.

Detto questo cercherò di illustrare gli errori più comuni che la maggioranza dei neofiti commette, e che solo alcuni accorgimenti possono, in parte, limitare.

1.ISCRIVERSI AD UNA BUONA SCUOLA. In realtà questo è il consiglio più importante, che tende a far diventare obsoleti gli altri. Iscrivendovi alla scuola a voi più congeniale, eviterete da subito errori ed atteggiamenti sbagliati, che saranno poi in seguito difficilissimi da eradicare. Le scuole in Italia sono numerose, e le più raccomandate sono a mio parere quelle riconosciute dall’UBI, Unione Bonsaisti Italiani. Non sono economiche e sicuramente potrebbero costare meno, visto che difficilmente qualcuno vi rilascerà una fattura, ma vi eviteranno acquisti errati, vi aiuteranno a programmare gli interventi fitosanitari ed in buona sostanza vi faranno risparmiare un sacco di tempo e di cadaveri.

2. COMPRATE PREBONSAI CHE ABBIANO UN POTENZIALE. Uno degli errori più frequenti è quello di cominciare, procurandosi scarti di vivaio, od essenze poco adatte ai primi passi. La paura è quella di ammazzare esemplari di valore ed è comprensibile, ma sotto la guida di un maestro, sarà difficile commettere grossi errori e sarà più facile abituarsi a lavorare su piante che prima o poi daranno grandi soddisfazioni. Per quanto il tempo aggiunga valore e bellezza a qualunque bonsai, da uno sgorbio difficilmente creerete un capolavoro. Il mio consiglio è quello di cominciare con ginepri di media qualità e con una buona squama. (J.sargentii o meglio itoigawa). Sono piante che permettono di apprendere molte delle tecniche fondamentali del bonsai, perdonano diversi errori e ci potete fare anche tre o quattro lezioni con una sola pianta.

3.NON RIEMPITEVI DI PIANTE. Questo è forse l’errore più comune, quello in cui molti di noi ancora continuano a perseverare. Molte piante significano minor tempo ed attenzione da concedere ad ogni esemplare, più impegno richiesto per irrigazione, concimazione ed interventi fitosanitari ed in conclusione più possibilità di commettere errori di trascuratezza.

4. STUDIATE PRIMA DI COMINCIARE. Alcuni dei fondamentali del bonsai andrebbero appresi prima di ammazzare qualche pianta e non dopo. Così come a nessuno verrebbe in mente di mettersi a guidare prima di aver frequentato una scuola guida, allo stesso modo sapere qualcosa su irrigazione, concimazione, esposizione e prevevenzione, allungherebbe in modo sensibile il percentile di sopravvivenza dei vostri bonsai.

5. LASCIATE AGLI ESPERTI LA RACCOLTA IN NATURA. Per quanto non ci crediate, la reale valutazione del potenziale bonsaistico di un esemplare matura con la vostra esperienza. Quello che agli albori vi sembrerà un master, dopo solo poco tempo vi apparirà con ogni probabilità una ciofeca senza futuro, a cui però nel frattempo vi sarete affezionati, e vi ruberà tempo e spazio sul terrazzo e non saprete come liberarvene. Senza contare il fatto che ben poche delle piante raccolte sopravviveranno. Senza entrare nel merito della liceità della raccolta in natura, attività pericolosa e spesso illegale, una buona conoscenza delle tecniche basilari, ancora una volta aumenterà le possibilità di attecchimento, quindi se proprio dovete, aspettate di saperne di più prima di cimentarvi.

6.IMPARATE AD INNAFFIARE. La principale causa di morte dei bonsai è conseguente ad errori di irrigazione. Più spesso le piante affogano letteralmente nell’acqua. Conoscere la qualità del substrato più adatto ad ogni pianta, di conseguenza vi permette di conoscere le esigenze idriche di ogni esemplare, rapportandole al vostro microclima.

7. ATTENTI ALL’ESTATE. Una delle maggiori cause di morte dei bonsai è proprio la stagione estiva. Predisponete un buon sistema di irrigazione automatica, se proprio non avete nessuno a cui insegnare ad irrigare i vostri bonsai mentre voi siete in vacanza.

8. COMPRATE DEI LIBRI. Semplicemente leggendo qualcuno dei libri in commercio prima di cominciare, imparereste molte delle nozioni di base irrinunciabili. Uno su tutti il libro di John Naka, Tecniche bonsai in due volumi. Lo trovate anche in italiano un po’ ovunque, per esempio su Ebay o su Amazon.

9. RISORSE INTERNET. In rete esistono risorse enormi, impensabili solo pochi anni fa. Frequentate se volete i forum, ma sappiate che sui forum più che imparare spesso si finisce per litigare e niente vale quanto un’esperienza dal vivo. Una cosa che io ho trovato valida è quella di raccogliere in un file le foto degli esemplari più belli, divisi per stili e per essenza. Vi torneranno sempre utili e comincerete a fare l’occhio alle forme ed alle proporzioni.

10. ANDATE ALLE ESPOSIZIONI. Andate quanto prima ad una mostra di interesse nazionale. Vi renderete conto subito di quanto avete da imparare ed avrete degli standard di riferimento che stimoleranno in modo esponenziale la vostra passione.

Buon bonsai.

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