Un anno dopo

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Un anno fa di questi tempi non sapevo ancora cosa stava per capitarmi di li a pochi giorni. Insieme alla neve, l’inverno del 2012 mi ha portato molto vicino a lasciare questo mondo. In effetti questo mondo l’ho lasciato per molti giorni, lottando in coma tra la vita e la morte. Non ho visto nè luci nè tunnel in quei lunghi giorni, ma la mia mente mi ha aiutato facendomi vivere oniricamente una seconda vita parallela fantastica e ricca di particolari incredibili e di ricordi che non credevo di possedere più. Alla fine mi sono svegliato ed ho dovuto reimparare molte cose che davo per scontato. Cose come respirare, bere, mangiare, muovere le mani, parlare,sollevare la testa, mettermi seduto, ingoiare, muovermi in carrozzella, e poi stare in piedi, camminare e poi correre e fare l’amore. Nell’ordine. La mia vita oggi è tornata normale e la lezione che mi sento di condividere con voi dopo tutto questo, dovrebbe essere ovvia e scontata come tutte le cose che davo per scontato prima ma che purtroppo non lo sono. Nasciamo soli e muoriamo soli ma ci sono delle persone speciali che ti accompagnano in questo viaggio e ti fanno sentire meno solo quando davvero ne hai bisogno. Mi sento di ringraziare la mia famiglia che mi è stata molto vicina, ma anche tutti i miei amici che con perfetta abnegazione mi sono stati vicino in ospedale, hanno tenuto in vita le mie piante ed i miei animali, mi hanno portato splendidi pranzi e primizie di ogni genere con la complicità di qualche infermiere benevolo, mi hanno inondato di messaggi di affetto e di preoccupazione. In una parola, che mi sono stati amici. Per tutti gli altri che credevo amici, grazie lo stesso.

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