Bisex? no grazie

Bisexuality immediately doubles your chances for a date on Saturday night.  ~Woody Allen

Gli omosessuali -si sa- sono spesso i più intransigenti nei riguardi dei bisessuali.

E’ un pò come quando stilano le classifiche europee del degrado e e della negatività in genere. Peggio di noi stanno di solito solo i portoghesi ed i greci.

E’ una magra consolazione, ma sapere che c’è qualcuno che versa in condizioni peggiori delle nostre, per qualche oscuro motivo ci fa star meglio.

Ed infatti i bisessuali in genere non è che se la passino molto bene. Costretti per lo più ad una vita di menzogne, alibi pericolanti, doppi telefonini, quello ufficiale e quello segreto, amici speciali, chissà come mai sempre scapoli, ed interminabili attese che la moglie parta per le vacanze coi figli, i poveri bisessuali mi fanno davvero un pò pena.

Eppure non è la bisessualità che io metta in discussione, me ne guarderei bene. Ognuno dovrebbe, libero da ogni etichetta e pregiudizio, essere in grado di vivere la sessualità che meglio crede.

O come dice Gore Vidal: The important thing is not the object of love, but the emotion itself.

Quello che proprio non tollero dei bisex è la loro innata propensione alla menzogna ed al doppiogiochismo. Come se fosse difficile solo per loro venire allo scoperto. Mi piacerebbe un giorno stringere la mano ad un individuo, bisessuale donna o uomo  che sia, (ammesso che esista la bisessualità, ma questa è un’altra storia) che, senza vergogna e senza inganni scelga il suo partner alla luce del sole e soprattutto uno alla volta, senza tradire la fiducia già promessa a qualcuno .

Tutta questa riflessione  nasce da una disavventura capitata ad un caro amico che dopo aver trovato la forza di chiudere una storia ventennale ormai retta solo dall’abitudine, si è trovato, senza sapere come, ad impelagarsi in una storia senza nè capo nè coda con un uomo del Sud, sposato, padre di due figli e ricca moglie imprenditrice al seguito.

Francesco, il nome è ovviamente di fantasia, è forse una delle persone più oneste e buone che io conosca. Non mente mai se non per evitare di fare del male a qualcuno, eppure coinvolto in questo strano gioco di finzioni e menzogne ha “dovuto” frequentare la casa e la famiglia di questo personaggio che con la moglie in casa ed i figli a pochi metri, si lanciava in sfrenate evoluzioni affettivo-erotiche con lui, per tornare subito dopo con la più straordinaria faccia di bronzo a ricoprire il ruolo di marito integerrimo e affezionato padre super-etero.

Voi direte, come me del resto, fesso lui che ci si è fatto coinvolgere, eppure quel poveraccio se ne era davvero innamorato. Ha presenziato, pur di strappare quei cinque minuti di intimità con l’uomo che amava, a battesimi, stucchevoli riunioni familiari, le più noiose cene dei nouveaux riches della borghesia meridional campana e viaggi con tanto di famiglia e di lui figli al seguito.

Alla fine non ce l’ha fatta più. Non ce la faceva per esempio a  sopportare le continue allusioni della moglie che, come si dice dalle mie parti in Puglia, faceva la scema per non pagare le tasse, ovvero a non volere riconoscere l’evidenza e gli chiedeva come mai non si trovasse una  moglie come aveva fatto suo marito.

Non ce l’ha fatta più a reggere una storia “parallela” dell’integerrimo marito con un terzo uomo (perchè -diceva lui- era oltre noi semplici, limitati  gay) e tutto lo schifo di dover mentire a questa povera ricca donna che a forza di yacht e ville a strapiombo in costiera si era comprata e si teneva a caro prezzo questo campione di marito.

Con qualche graffio in più sull’animo, qualche soldo in meno, perchè il caro marito era un vero imbonitore nell’arte di chiedere, e lo spirito un pò più spento, Francesco è tornato alla sua vita, perchè come dice lui la vita una è, e sprecarla sarebbe davvero un delitto.

Non posso però  fare a meno di pensare a questo squallido, disgraziato marito che adesso dovrà ricominciare tutto il suo lavoro di finzione prima di tutto con se stesso per convincersi che in fondo è solo un gioco e che lui non è omosessuale. Il gran lavoro di portare in modo credibile e sotto mentite spoglie un altro amico in famiglia, l’ennesimo, perchè tanto non durano mai più di tanto. Non posso fare a meno di pensare a questa donna ignara ma non troppo ed a tutte le altre donne che non sanno o non vogliono sapere chi sia in realtà l’uomo che dorme nel loro letto.

Ecco che questo mi basta per dimenticare anche solo per un attimo le mie sventure, i miei diritti negati, le discriminazioni di tanti onesti uomini con l’unica colpa di nascere dalla parte “sbagliata” della sessualità, l’arretratezza culturale del mio paese tanto amato.

Sarà meschino  ma tante grazie, caro marito, per avermi fatto sentire sia pure per  poco, migliore di te.

26 thoughts on “Bisex? no grazie

  1. Devo darti ragione, ma anche se ti senti migliore del tipo sposato, lui sarà sempre migliore della moglie, che non credere ma è al corrente di tutto!!!!!

  2. ok siamo tutti d’accordo che i bisex sono una mistificazione della stampa, in realtà sono gay mascherati da etero! chissà perchè poi noi gay “puri” odiamo così tanto i bsx!? forse perchè noi abbiamo fatto una scelta nn di comodo?! ai posteri l’ardua sentenza…

    non sono completamente d’accordo con Andrea sul giudizio così netto nei confronti delle mogli dei bsx furbacchioni. sicuramente nella storia riportata di Dani quella della moglie è una scelta di comodo, ma è sempre così? a volte le persone lasciano che le cose facciano il loro corso perchè troppo fragili per mettere ordine nella propria vita, per queste donne provo compassione perchè incastrate in situazioni spesso più grandi di loro. ma con la compassione non si va da nessuna parte, anzi si resta sempre ed inesorabilmente nello stesso punto!

  3. Sinceramente io non odio i bisessuali, mi fanno solo un po compassione. Ma non tutti. Solo quelli che non sanno gestire in modo corretto le loro relazioni. Allo stesso modo in cui non provo ammirazione per chi fa del tradimento un’abitudine costante, al di là delle preferenze sessuali. In linea di massima io credo che la bisessualità vera esista e sia una caratteristica umana.

  4. Ma con la compassione non si va da nessuna parte… Neanche io odio i bsx, è un sentimento troppo nobile per essere alargito con tale facilità.
    La mia era più che altro l’esagerazione di un sentire comune a molti gay, non una dichiarazione di guerra. Credo che la bisessualità sia ammissibile ne più ne meno come l’eterosessualità e l’omosessualità, ma in proporzioni estremamente ridotte. Per questo il più delle volte è solo un alibi per chi in realtà vuole farsi i c…i propri, e allora proprio non mi va giù!
    Kisses

  5. Credo, che in questo ennesimo caso, tranne la comodità c’é anche la paura di perdere i figli.
    Sono loro, che dovrebbero “costringerli ” (coscienza)a essere onesti con se stessi, da loro non si può nascondere.

    Ammiro il coraggio di Gay per aver scelto la vita senza nascondigli

  6. Un po come i neri che discriminano i bianchi…
    Certo che è un “ambiente” (perchè non si può assolutamente parlare di comunità) veramente assurdo il nostro.
    Kyriolexy è stato fin troppo scientifico nella sua spiegazione, per fortuna vostra non sono io il gestore del blog altrimenti avrei commentato quell’affermazione con modi da camionista.
    Grazie Maya per l’ammirazione. Non è stata e non è facile fare una scelta come la nostra, ma meglio vivere una vita difficile che una esistenza di bugie!
    Kiss

  7. ma meglio vivere una vita difficile che una esistenza di bugie!

    questa frase entra nel cuore come la lama di una spada….

  8. Ragazzi miei
    ci sono persone etero che vivono una vita di menzogne e tradimenti e gay che fanno lo stesso perche hanno paura di essere soli e non resistono alle tentazioni della vita

    e in fondo ciascuno vive la vita che gli conviene e penso che non sia intelligente di dire “io sono piu libero quindi migliore di lui perche assumo il mio modus vivendi alla luce del sole*
    A tanti, raccontare i cavoli loro ed esporli al pubblico non va;
    esibite la vostra dichiarazione dei redditi ? No

    e le vostre preferenze sessuali a a letto le esibite in pieno giorno ? le raccontate al vicino ? NO, evidentemente le cose si fanno e restano un segreto del talamo
    e ce ne sono a migliaia di modus vivendi in ogni coppia

    solo che in nome delle trasparenza , oggi si diventa guardoni …
    e certuni per sentirsi liberati ..esibizionisti ..alla nausea!

    Tutto ha un prezzo da pagare, e il libero arbitrio di fare della propria vita e viverla come uno vuole nel torbido o nella cristallina ( per modo di dire) trasparente solitudine riguarda l’individuo ..

    da che mondo é mondo le cose sono sempre state cosi le persone si sono sempre adattate ad un modus vivendi del loro tempo .. mai fare scandalo …. ne rumore … e avanti !

    Quando vedo delle gay parades, con pazzi mezzi nudi che schiamazzano come delle oche del campidoglio .. mi fanno pensare che sono liberi ? no sono ancora piu ghettizzati per la loro attitudine

    hanno una preferenza omosessuale ed agiscono a fare “piu femmena che femmena”.. una prostituta o una donna che ama il sesso non si esibisce come una pazza ad ogni angolo di strada, fa i cavoli suoi sola o sposata se non ha in casa quello che cerca , come si e sempre fatto da che mondo é mondo !!

    e gli uomini i veri, gay o bi , ( PERCHE ESSERE UOMO é UN MODO DI ESSERE E DI AGIRE DI CONSEGUENZA AL DI LA DI CHE COSA FANNO A LETTO ) , ma che sono persone serie , fanno la loro vita discretamente senza schiamazzi inutili !!!
    di gente che si é sposata perché *dovevano per ragioni di dinastia soldi o che altro e che hanno fatto la doppia vita spesso con il permesso della consorte o del consorte e con la complicita del loro ambiente familare sociale ce ne sono a milioni e non hanno mai fatto le pazze… ne mai sentito IL BISOGNO di esibirsi per sentirsi trasparenti o liberi …o accettati e hanno vissuto bene la loro vita senza dubbio .,. ben pochi di loro finiscono suicidi o in continue depressioni come capita nell’ambiente homo

    quelli che vivono la loro vita in trasparenza ed esibendo la loro privacy
    furono definiti su un ny times di 40 anni fa
    *this sad gay life** ridono ,ridono scherzano ..giocano tutta la loro vita all’infant prodige ma
    lo sono veramente *gioiosi?*
    credo proprio di no !!! toute façade!!!

    io la vedo cosi…
    e…non graffiatemi .. odiatemi solamente !!!
    😀
    Theo

  9. Dopo questo intervento piuttosto articolato mi sento di di dover rispondere a Theo. Direi che dopo secoli di oscurantismo e di repressione sia piuttosto comprensibile che alcuni, i meno equilibrati aggiungo io, possano esagerare nell’altro senso, sia pure solo per un giorno in occasione della festa dell’orgoglio, il Gay Pride.

    VIsibilità ,per come la vedo io e credo la maggiorparte dei normali gay che vivono normalmente la loro vita di tutti i giorni senza fronzoli e senza schiamazzi, non vuol dire esibizione, ma semplicemente non aver più bisogno di nascondere il proprio orientamento sessuale per paura di prevaricazione, ostilità, razzismo ed in una parola omofobia.

    I comportamenti, detto tra noi più adatti ad un circo di avanspettacolo trans, in realtà sono quelli che tutti i media cercano e riprendono in occasioni come quelle, perchè il professionista come me che ha la sua tranquilla e normale vita, non solo non fa spettacolo, ma spaventa.

    Spaventa pensare che non sia più così facile riconoscere dalle caratterizzazioni macchiettistiche a cui la tv ci ha abituato il tuo medico, il tuo elettricista, il tuo vicino di casa.

    Semplicemente perchè non tutti gli omosessuali sono effemminati, sessodipendenti o drogati, o vanesi. Lo zoccolo duro è costituito da persone assolutamente tranquille e “normali“. E ti stupirà forse sapere che la depressione è una prerogativa eterosessuale, soprattutto femminile e di mezz’età.E non faccio fatica a crederlo visto i mariti che si ritrovano e, aggiungo, che si sono scelte.

    Quanto alla coerenza, hai ragione, non è una prerogativa che risenta di orientamento sessuale. Un uomo è un uomo quando ha una coscienza ed uno stile di vita che gli consenta di guardarsi allo specchio e sostenere lo sguardo che vede riflesso senza conati di vomito.

  10. essere in pace con se stesso … é zen ..
    cmq gay pride roma parigi ginevra o zurigo = stesse pazze scalmanate

    unan ragione ci sara …..?
    qui li bruciavano … a roma li facevano preti😀
    ciaoooooooooooooooooooooooo
    Theo

  11. ho letto con interesse le ragioni di theo e le tue e concordo con te quando dici
    Quanto alla coerenza, hai ragione, non è una prerogativa che risenta di orientamento sessuale. Un uomo è un uomo quando ha una coscienza ed uno stile di vita che gli consenta di guardarsi allo specchio e sostenere lo sguardo che vede riflesso senza conati di vomito.”

    io non lo posso fare…quando mi guardo allo specchio in questo momento non vedo una bella persona…
    kiss

  12. a proposito ….. lo zoccolo duro é costituito di persone assolutamente tranquille e *normali”
    hai mai notato che tutti i gay sono convinti che sono completamnte *normali e mimetizzati e che nessuno vede che sono gay ?
    eppure tutti lo notano … che hanno l’aria … di puzza al naso …😀
    ciaooooooooooooooooooo

  13. fausta abbiamo tutti certi giorni delle faccie da zombie.. ti fai un sorriso allo specchio e vai …..
    e la vita sara’ piu bella.. abbiamo tutti i nostri problemi confessati o meno ma li abbiamo tutti piu o meno gravi
    ma la speranza di un domani migliore .. deve essere sempre davanti ai nostri occhi ..sempre !!!!

  14. Ma vi sembra così impossibile secondo voi, essere bsx?
    io lo sono, mi piacciono sia gli uomini che le donne e non faccio una scelta di comodo, perchè la mia sessualità non mi spinge a doverne fare una.
    Naturalmente sono attivo con le donne e allo stesso tempo passivo con gli uomini.
    La questione non è facile da gestire, perchè chiunque (sia etero che omosessuale) vuole essere l’unico amante in una relazione, ma qui stiamo parlando di sesso e non di amore.
    Se dovessi scegliere di essere gay rinuncerei alla mia parte etero e viceversa.
    Per quale motivo devo scegliere?

  15. ma basta con questa ipocrisia! sappiamo come gira il mondo: il 95% dei bsx ha moglie o ragazza, di giorno in giro con gli amici etero a sputare sui gay e poi, via! a caccia su internet a cercare incontri con altri maschietti. essendo io gay, i bsx mi fanno solo pena e schifo… tutti lì a predicare rispetto ed educazione quando sono i primi a considerare inferiori noi gay e ad usarci per mettere le corna alle loro compagne… ma sparatevi.

    1. ESATTO LORD! IL PROBLEMA CHE CERTI GAY VANNO CON QUESTE MERD.
      CHE POI SFRUTTANO I GAY COME DEI PUPAZZI DI PLASTICA!
      E CON LE LORO MOGLI FANNO TUTTI I DOLCI! FANNO SCHIFO E VANNO TENUTI LONTANI DA NOI GAY SANI.

  16. ci sono milioni di donne e ragazzi gay che subiscono da parte di questi omofobi chiamati “bisex”, che poi sono al governo e votano contro le leggi per gli omosessuali. e la lista è ampia. per non parlare di renato zero, che è una kekka assurda. e tanti altri in tv. tutti bisex e finti etero. tutte queste persone sono ipocrite. e prive di senso. Noi gay ci sopportiamo ogni forma di discriminazione da parte di questi mostri. e certe ass. come arci gay s.p.a che dovrebbe tutelare i diritti dei gay, fa pure manifesti pro. bisex. riporto una delle tante storie di donne che hanno subito da mariti “bisex” che sono solo finokki repressi. e poi scopano davanti una bimba di 7mesi. fanno schifo. “Ciao, sono Lucia, scusami se scrivo cosi tardi, ma avevo bisogno di sfogarmi. Ho 35 anni e sono sposato da due. Ieri pomeriggio sono tornata da lavoro prima, perchè non mi sentivo bene. Al mio rientro mi sono recata in camera da letto e ho trovato mio marito nudo che faceva sesso con un’ altro uomo. La cosa orrenda e che in cucina c’ era Teresa, nostra figlia di sette mesi. Sono rimasta scioccata e sono fuggita via prendendo la piccola con me. In casa non sono tornata più e non rispondo alle sue chiamate. Potevo accettare tutto ma non che facesse sesso, con uomo nel nostro letto. Mi chiedo come abbia fatto a prendermi in giro cosi.” http://scrivimidamore.blogspot.com/2012/10/mio-marito-e-gay.html nel blog ovviamente ci sono un sacco di bisex e pro arci gay che difendono questo porco.

  17. In Italia esistono due categorie omosessuali:
    promisqui e pedo. e frequentano locali per disagiati dove la promisquita’ e le malattie sono all’ordine del giorno,lo prendono nel c. senza preservativo e poi fanno i mariti amorevoli con la moglie cornutella.. che poi viene infettata da hiv,epatite e altre malattie che si beccano nelle dar
    bella ipocrisia! io mi sono iscritta alla prima ass. gay no profit che combatte la promisquita’ e i locali dove molta di questa gente bazzica! I BISEX ESISTONO SOLO IN MINIMA PERCETUALE E SONO DICHIRATI! GLI ALTRI SONO OMOFOBI. L’OMOFOBIA E’ UNA MALATTIA CURABILE!
    https://it-it.facebook.com/AssociazioneAttivistiGayHarveyMilk
    https://www.facebook.com/pages/Fermiamo-il-Gay-Pride-in-Italia/138620742990490
    http://attivistigay.blogspot.com/

  18. Esplora il significato del termine: Mio marito è gay, fa coming out e mi molla
    Chi mi risarcisce una vita dedicata a lui?Mio marito è gay, fa coming out e mi molla
    Chi mi risarcisce una vita dedicata a lui?
    è giusto ingannare la gente senza dirlo prima di essere omosessuali? la bisessualita’ esiste ma in minima percentuale. il resto è solo omofobia,inganni,perversioni e pedofilia.
    Laura Logli è una lettrice avvocato, e ci ha scitto per raccontarci un genere di caso che ultimamente ha affrontato spesso: rinunci a tutto, lo segui, poi scopri che è gay.
    Ha senso parlare di risarcimento del danno o di alimenti stellari? chiede Laura. Questa in sintesi la sua risposta: “Sì e no. Io sono per i patti prematrimoniali e in fondo perché la donna non smetta di mantenere la sua autonomia economica”.

    Francesca ha 46 anni, due figli di 16 e 12 anni, una laurea in legge e un marito manager che ha seguito a Londra per un importante trasferimento di lavoro, in nome dell’amore, dei figli, dell’alto tenore di vita che il suo stipendio di uomo della finanza ha sempre garantito.

    Finchè non si è presentato il problema, e che problema.

    Francesca, che si trova a vivere all’estero, lontana da parenti e amici, là dove il suo titolo di avvocato conseguito in Italia non vale nulla, ha scoperto che suo marito è gay, che da tempo conduce una doppia vita, che è finalmente pronto a fare coming out , che ha intenzione di lasciarla.

    I bonus però, come è noto, nel mondo della finanza, e non solo, sono terminati, la crisi dimezza i redditi e la prospettiva di separazione di Francesca prevede un assegno di mantenimento decisamente più esiguo rispetto al tenore di vita goduto negli ultimi anni. Si dovrà quindi trasferire con i bambini in una casa più piccola sempre a Londra rivedendo le sue abitudini, le frequentazioni che il marito manager le garantiva o, in alternativa, potrebbe fare rientro in Italia, ripartendo dallo scalino precedente al suo espatrio, fuori da ogni logica professionale, e non dimentichiamolo non poco sofferente per un progetto di vita naufragato in modo traumatico.

    Questa è una storia come tante, non totalmente vera per ovvie ragioni di tutela della privacy, ma incredibilmente frequente di questi tempi.

    Come non comprendere le ragioni di Francesca che ha sostenuto l’immagine pubblica di un marito che aveva bisogno anche di una famiglia esemplare per fare carriera, che ha gestito lo sradicamento dei figli, che ha rinunciato alla sua carriera e alle sue opportunità professionali in nome di un progetto comune.

    Ecco quindi richieste di assegni mensili esorbitanti, domande di risarcimento del danno, perché purtroppo è vero, chi potrà mai ripagare del vuoto di un’opportunità di lavoro che non potrà mai più presentarsi; come potranno essere risarciti quegli anni investiti a tessere le sue pubbliche relazioni, la sua identità professionale, tutto per una inconfessabile bugia di fondo, per un non detto neppure con se stessi.

    Comprendo le Signore che in questi, e in analoghi casi di marito fedifrago che ti lascia per la ventenne, ingaggiano battaglie feroci per vedere tutelati i propri diritti poiché é indubitabile che se il marito in questione ha fatto carriera è anche per merito di chi si è occupato di casa e figli negli anni in cui lui vedeva lievitare il suo stipendio.

    Se negli ultimi anni si sono impennate le richieste di risarcimento del danno nell’ambito delle relazioni famigliari credo sia il segno di una nuova presa di coscienza, specie femminile, come a dire non ci sto a liquidare tutto come un semplice fallimento dell’unione coniugale. In casi come questo molte donne ritengono che non si tratti solo di un amore che è finito perché è la vita che va così, ma sono convinte che si stato fatto loro del male, consapevolmente o per troppa leggerezza, e che questo dolore abbia un prezzo.

    Il percorso in ogni caso è complesso: il danno deve essere evidente e documentato, attraverso certificati medici o prove che dimostrino che c’è stata un’effettiva modifica peggiorativa delle attività realizzatrici della nostra persona. C’è dunque un cambiamento nella nostra vita che dipende dall’evento dannoso ed in assenza del quale non si sarebbe verificato. Svariati sono stati i risarcimenti per infedeltà o per mobbing familiare: il tradimento era stato così plateale da risultare umiliante per chi l’aveva subito. Oppure l’ex marito aveva talmente trascurato, insultato e fatto violenza psicologica alla moglie da annientarne la personalità. In ogni caso i risarcimenti non sono certo stati milionari.

    Però, nonostante le responsabilità vadano assunte e i torti, per quanto possibile, risarciti, esiste una complicità. Perché quando ci si annulla per l’altro o ci si affida completamente a lui, si rischia un gioco al massacro. Se è vero che in nome dell’amore si fanno rinunce e che ci si sostiene reciprocamente per il bene comune, non si può non mettere in conto il rischio di un bilancio amaro quando si rinuncia consapevolmente ad un proprio lavoro, al proprio paese, omettendo probabilmente di confessare a se stesse già scomode realtà note (è possibile che non ci si accorga mai dell’omosessualità del partner?).

    Posso apparire cinica ma ritengo che concentrare tutta la propria capacità di investimento in un unico bene, il matrimonio, sia una scommessa troppo rischiosa e rinunciare alla propria capacità di lavoro significa consegnarsi nelle mani, seppur amorevoli, di un’altra persona.

    Il problema, però, non è solo la debolezza di noi donne di fronte ad un radicato maschilismo, per cui tra le mie e le sue aspettative di realizzazione e carriera vincono le sue perché guadagna di più e perché è normale che sia così. Il fatto è che forse alcune donne sono ancora troppo legate a un’idea di coppia tradizionale e faticano a conservare la lucidità mentale necessaria alla gestione di quello che è anche un contratto, come lo è il matrimonio.

    Per poi sentirsi dire, anche in una situazione inequivocabilmente mortificante come quella di Francesca, che è aberrante in Italia avere una legislazione che permette alla moglie che non lavora per decisione comune dei coniugi, di aver diritto a continuare a non lavorare anche dopo la separazione.

    Questa sarà l’opinione di tutti gli uomini e di gran parte delle donne che lavorano: che siamo uno degli ultimi paesi al mondo in cui esiste il vitalizio in favore delle donne senza prevedere un tempo entro il quale la moglie è tenuta a riorganizzarsi la vita.

    Perché allora non ammettere anche in Italia i patti prematrimoniali? Patti che non sono consentiti in Italia prevalentemente per una questione culturale poiché si pensa in questo modo che il matrimonio verrebbe “sporcato” da un accordo economico e, in particolare, da un accordo relativo alla disciplina della fine dell’unione. Si pensa inoltre che se si riconoscesse la validità dei patti prematrimoniali, la parte più debole potrebbe essere costretta ad accettare un accordo iniquo in un momento molto delicato come quello che precede il matrimonio. Ritengo invece, che se i patti prematrimoniali fossero consentiti anche in Italia si eviterebbero lunghe e dispendiose cause, non si incorrerebbe in drammatiche sorprese, si avrebbe il coraggio da subito di affrontare con naturalezza argomenti pratici che in realtà riguardano le scelte quotidiane di una famiglia.

    Con una sincera assunzione preventiva di rischi e responsabilità anche i sentimenti potrebbero essere vissuti con maggior naturalezza.

    http://27esimaora.corriere.it/articolo/mio-marito-e-gay-fa-coming-out-e-mi-mollachi-mi-risarcisce-una-vita-dedicata-a-lui/

  19. LA CANZONE! Saretta – Mio marito è gay

    Non immaginavo che
    Che c’era qualcos’altro che mi nascondeva
    Ed ho scoperto che
    Chattava con un uomo su messanger

    Poi un giorno era successo: si era avvicinata al portatile – un giorno che Sirius era stato trascinato fuori da Pierre e Apollo – e aveva scoperto la verità.
    Sirius non passava innocentemente il tempo sul pc, visitando siti di moda, come lei aveva sempre creduto.
    No, suo marito chattava con un uomo. Con Glen Andersen.
    Era stato uno shock, il mondo l’era caduto addosso mentre le iridi verdi scorrevano le frasi dolci che i due si scambiavano come giovani colombi, innamorati l’uno dell’altro.

    E passa fino alle sei
    scrivendo sweet con
    Glen, il suo amico gay

    Ecco cosa faceva la notte, invece di raggiungerla a letto.
    Scriveva frasi dolci – cose che a lei non aveva mai detto – a quel tizio.
    L’amico gay.
    Gay.
    Come suo marito!

    Ma io no
    Davvero io non ci sto
    Pensando a mio marito che è gay

    Non voleva crederlo.
    No.
    Era impossibile.
    Per quanto effemminato, per quanto dai gusti discutibili – come dimenticarsi il pigiama con gli unicorni rosa che usava per andare a dormire – Sirius era etero.
    L’aveva sposata, cazzo!
    Eppure la verità era lì davanti a lei, nero – anzi no, rosa. Sirius usava un font tutto tondeggiante e rosa – su bianco.

    E passo fino alle sei
    Da sola nel letto quando
    Il suo amico gay
    Gli dice di guardare la sua schiena su Ebay

    Poi Sirius era tornato a casa e subito si era messo al pc perché, Reika lo sapeva – l’aveva letto – Glen gli aveva chiesto di guardare la sua schiena su Ebay.
    Perché poi Ebay doveva capirlo.
    E così, alla fine, si era ritrovata sola a rigirarsi nel letto con la consapevolezza che suo marito, quel marito gay che si ritrovava, la stava tradendo con un uomo nell’altra stanza.

    E penso a mio marito che è gay
    Yeah
    A mio marito che è gay.

  20. SALVE: SONO UN BISEX DICHIARATO DA 30 ANNI, HO UNA VITA PUBBLICA TRASPARENTE E UNA VITA DI RELAZIONE PIENA E FELICE E PENSO CHE L’INVIDIA E LA GELOSIA DI VIVE UNA SESSUALITA’ DIMEZZATA SIANO I PEGGIORI DIFETTI DI UN’ANIMA MEDIOCRE: SALUTI A TUTTI

  21. I bisex dichiarati vivono le stesse discriminazioni di voi gay tra gli etero, in aggiunta vivono le stesse discriminazioni – anzi maggiori, visto che non te le aspetteresti da una minoranza essa stessa discriminata dalla società – tra gay per gli stessi motivi.

    Per quello tanti non si dichiarano.

    Inoltre chi è sposato non è per forza bisex ma può essere anche un gay che quando fa l’amore con la sua lei immagina che sia un lui.

    Tra l’altro, pure tanti sedicenti gay o lesbiche in realtà sono attratti dal sesso opposto in misura minore rispetto al proprio, però non lo ammettono per paura che poi gli altri amichetti del giro gaio li abbandonino; guarda caso proprio come succede a chi si dichiara gay tra gruppi di ragazzi presumibilmente etero.

    Di chi è la colpa? Fatevi due domande.

  22. Le associazioni gay reputano che la percentuale di persone omosessuali, più o meno dichiarate, sia pari a circa l’8-10 % della popolazione. Questo dato sembra riscontrabile in tutti i paesi. Anche ammettendo una quota di “repressi” che sfugga ad ogni ricerca, è del tutto improbabile e inverosimile che il restante 90% sia costituito da soli eterosessuali.
    Le forme di bisessualità sono svariate e ben presenti nella società e nella storia. D’altra parte il rapporto Kinsey, per quanto controverso, fa capire come stanno le cose. Gli annunci d’incontri pure: abbondano di richieste “bx”. Il successo delle trans, poi, è la conferma finale che gli appetiti possono essere pluridirezionali e i confini tra categorie d’orientamento assai labili.

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